Quando si parla di allenamento si finisce col discutere di distanze, dislivelli, zone di intensità, ma quasi mai si riflette sulla respirazione e su quanto essa incida sulla performance. Perché non pensare quindi di allenare questa funzione, che è parte integrante del percorso di preparazione agli sport di endurance?

Quanto usiamo i nostri polmoni?

Tanto! Normalmente un atleta di altezza media e di buon livello arriva a ventilare più di 120-130 l/min con una frequenza di circa 35-40 atti respiratori al minuto. Quindi ad ogni inspirazione si inalano 3-3,5 l. di aria, ma non tutta quest’aria ricca di ossigeno arriva negli alveoli dove avvengono gli scambi di O2/CO2. Infatti una quota di circa 150 ml riempie la trachea ed i bronchi ed è quindi inutilizzata per la cessione di O2.

Se respiriamo, diciamo, ad una frequenza di 35 atti/minuto, ad ogni minuto circa 5,5 l di aria ricca di ossigeno verranno “sprecati”.

Possiamo quindi migliorare l’efficienza della respirazione diminuendo gli atti respiratori e aumentando la quantità di aria ad ogni respiro. Ma per riuscirci dobbiamo lavorare sui muscoli respiratori.

Come allenare i muscoli respiratori

Diaframma e muscoli intercostali sono i muscoli che lavorano e dal cui allenamento dipende la possibilità di migliorare l’efficienza della respirazione. Rendendoli più forti e quindi capaci di produrre respirazioni più profonde ventileremo la stessa quantità di aria con una frequenza respiratoria più lenta. Così facendo aumenterà la quantità di aria utile per gli scambi O2/CO2, cioè la possibilità di ossigenare il sangue e di espellere l’anidride carbonica. Per raggiungere l’obiettivo si possono orientare delle sedute di allenamento al ritmo medio cercando di prolungare i respiri forzando maggiormente la respirazione, un obiettivo potrebbe essere 2”-2” inspirazione-espirazione arrivando anche ad un 3”-3”. L’alternativa è di svolgere delle sessioni specifiche con tempi crescenti utilizzando apparecchiature tipo Spiro-Tiger.

Proviamo quindi a pensare che non sono solo i muscoli delle gambe e delle braccia a fare la differenza ma anche i muscoli della respirazione.

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La visita medico-sportiva non è una semplice routine formale, che il medico firma per consentire l’iscrizione ad una società sportiva o ad un evento agonistico, ma la sua  importanza è fondamentale in quanto anche lo sportivo apparentemente “sano e in forma” potrebbe avere patologie sconosciute soprattutto a carico dell’apparato cardio-vascolare evidenziabili in corso della visita.

La valutazione del pazienti al fine del rilascio del certifico medico presso il nostro centro assicura alti standard di diagnosi, competenza del personale e strumentazione adeguata.

 

In cosa consiste la visita

ECG a riposo e durante lo sforzo

L’elettrocardiogramma è un esame complesso da interpretare ma molto importante perchè in grado di evidenziare un cuore sano o sospettare patologie più o meno gravi. Esistono malattie anche gravi, rilevabili attraverso l’ECG a riposo, nello specifico quelle a carico del “sistema elettrico” del cuore ( pre-eccitazione ventricolare, QT lungo, QT corto, sindrome di Brugada, ecc) o morfologiche (ipertrofia ventricolare) o alterazioni della conduzione dello stimolo elettrico (blocco di branca sin o dx, blocco Atrio –ventricolare). Durante la prova da sforzo si possono evidenziare alterazioni del ritmo (extrasistolia, tachicardia, Fibrillazione atriale, ecc.) o alterazioni del circolo coronarico che potrebbero generare fenomeni ischemici come angina o infarto.

Esame delle urine.

Questo esame è obbligatorio per la certificazione di idoneità allo sport. Esso serve per rilevare una serie possibile di disturbi, anche asintomatici, a carico del  sistema urinario, calcolosi, diabete, problemi renali.

E’ possibile rilevare:

Spirometria

E’ l’esame grazie al quale è possibile valutare la funzione respiratoria.

I dati principali rilevati sono:

Esame posturale

L’esame posturale può individuare eventuali alterazioni della colonna come scoliosi o atteggiamenti scoliotici, piattismo o cavismo podalico, alterazioni della funzionalità del cingolo scapolo-omerale e pelvico.

 

In conclusione è bene considerare la visita medico-sportiva non come una semplice formalità ma come uno strumento fondamentale per valutare il nostro stato di salute e soprattutto prevenire eventuali situazioni a rischio, che potrebbero rivelarsi fatali durante la pratica sportiva.